Advertisements
Annunci

Popoli Del Mare – I Fenici


Circa 3000 anni prima di Cristo, una popolazione di stirpe semitica si era stanziata lungo le coste siriane su una striscia di territorio stretta e lunga, aperta verso ovest sul Mediterraneo, avente alle spalle i monti del Libano e dell’Antilibano e compresa tra il Monte Carmelo ad est ed il fiume Oronte a nord.

Questa terra venne denominata dagli antichi Fenicia, mentre i suoi abitanti vennero chiamati Fenici. A causa della limitata estensione e del territorio prevalentemente montuoso, i Fenici non poterono vivere esclusivamente di agricoltura, anche se seppero coltivare con perizia il poco territorio coltivabile, riuscendo ad ottenere grano e cereali in pianura, mentre in altura proliferavano le colture di viti e ulivi.

Documentario su You tube

Per loro sfortuna, il proprio territorio confinava con popoli tra i più forti ed organizzati dell’epoca come ad esempio gli Assiri e gli Egizi, che impedirono loro di espandersi al di là dei monti alla ricerca di territori più fertili. Non potendo praticare in modo intensivo l’agricoltura e la pastorizia, se non in scarsa misura, non potendo conquistare nuove terre a causa della superiorità militare dei loro vicini, i Fenici si dedicarono a quella che sarebbe poi divenuta l’occupazione che rese celebre la loro civiltà: la navigazione.

Nave Fenicia

Grazie all’abbondanza di legname proveniente dai monti del Libano, non mancò mai loro la materia prima per la costruzione delle loro velocissime e robuste navi: l’abbondanza di legname consentì ai Fenici di esportare il legno di cedro in quei paesi che ne erano sprovvisti. Oltre al legname, le navi fenicie trasportavano anche i prodotti industriali locali, che essi sapevano abilmente produrre sfruttando le risorse a loro disposizione: utilizzarono la porpora, sostanza molto ricercata nell’antichità, che veniva estratta da un mollusco, il murice, per tingere di rosso dei preziosi tessuti; fin dai tempi più antichi, venne loro attribuita anche la scoperta e la fabbricazione del vetro.

I Fenici quindi non furono solo degli abili marinai, ma anche degli ottimi commercianti e industriali e come tali divennero presto famosi nel mondo antico e furono i più abili per eccellenza nell’area mediterranea. Con i loro attivissimi traffici, essi esportarono e fecero conoscere materie prime e prodotti delle loro industrie presso altri popoli del Mediterraneo, favorendone l’evoluzione verso forme più progredite di civiltà. Trovarono quindi un’ampia diffusione nel bacino mediterraneo i loro prodotti artigianali, che i Fenici producevano utilizzando le materie prime che giungevano fino a loro dall’Oriente per mezzo delle vie carovaniere: stoffe pregiate che essi tessevano e coloravano con la porpora, vasi e altri oggetti di vetro dei più diversi colori e forme, oggetti in avorio, terracotta, bronzo, ma anche ceramiche e gioielli. Questi ultimi si ispiravano a modelli egizi o dei popoli della Mesopotamia.

I Greci prima e i Romani poi, utilizzarono l’esperienza dei Fenici per estendere il proprio dominio nel Mediterraneo. Questi due popoli poterono infatti entrare più facilmente in contatto con quelle popolazioni che avevano in precedenza conosciuto e sperimentato l’opera fenicia ed il loro sistema di vita, ma non solo: essi sfruttarono anche le loro tecniche di navigazione e di costruzione delle navi. Sulle coste della Fenicia, molti erano i cantieri navali nei quali venivano costruite sia le navi destinate alla loro flotta, oppure alle flotte di quei paesi che ne facevano richiesta, sopprattutto l’Egitto. Dalla natura del territorio derivarono sia l’attività predominante dei Fenici che il carattere particolare della storia di questo popolo.

Scrittura fenicia

La catena montuosa del Libano, che si presenta ad occidente come un rilievo costellato da numerose valli digradanti veso il mare divise fra loro da tutta una serie di contrafforti, contribuì a tenere divisi gli abitanti, facendo si che essi non riuscirono mai ad organizzarsi in forma unitaria. La storia dei Fenici è quindi una storia di varie città, ognuna delle quali formava uno Stato a sè. In ogni città vi era un re che governava assistito da un consiglio composto da anziani, esponenti delle più potenti famiglie cittadine.

Dato che queste città avevano in comune l’attività marinara, esse sorgevano tutte lungo la costa e le più importanti fra loro furono Tiro, Sidone, Biblo, Tripoli e Berito, ubicate su promontori che, avanzando verso il mare formavano degli ottimi approdi naturali. Alcune tra queste città ebbero una maggiore importanza rispetto alle altre: Biblo iniziò ad avere rapporti commerciali con l’Egitto fin da tempi molto antichi; essa rappresentò il più antico centro della civiltà fenicia e il principale emporio del papiro.

Ricostruzione cartagine

Nell’XI secolo a.C. Biblo cadde sotto la dominazione degli Assiri: fu in quel periodo che la città, interotti i rapporti commerciali con l’Egitto iniziò a decadere.Dopo un periodo di supremazia di Sidone, l’egemonia sulle città fenicie passo a Tiro, la cui importanza durò fino al momento della conquista della Fenicia ad opera dei Persiani. Si trattò sempre di una supremazia economico-commerciale, comunque non tale da sottomettere politicamente il resto del Paese.

Grazie all’impulso fornito da queste città, ma in modo particolare durante il predominio di Tiro, i Fenici svilupparono fortemente le loro attività commerciali e marinare, intraprendendo nuovi viaggi e allargando i loro traffici non solo con le popolazioni che si affacciavano sul Mediterraneo Orientale, ma anche con quelle del Mediterraneo Occidentale. Per effettuare al meglio questi commerci occorrevano però nuove basi commerciali nell’area mediterranea: se inizialmente essi si assicurarono dei semplici scali nei quali ripararsi in caso di necessità nel corso delle navigazioni più lunghe, o luoghi dove rifornirsi di acqua e scambiare merci, in seguito questi scali assunsero sempre più importanza, fino a diventare delle vere e proprie colonie.

mappa colonizzazioni

Sorsero così sulle coste del Mediterraneo dei centri importanti, popolosi e attivi, che non si limitarono a mantenere rapporti commerciali con la madrepatria, ma ebbero una vita indipendente e florida. Gli esempi più illuminanti furono: Sulla costa africana Leptis Magna, Tapso, Cartagine, Utica e Ippona; in Sicilia vennero costituite le colonie di Panormo, l’attuale città di Palermo e Lilibeo; in Sadegna sorse la colonia di Cagliari, mentre sulla costa francese venne fondata MarsigliaSulla costa spagnola vennero fondate Abdera e Malaga. E’ certo che le navi fenicie superarono anche le Colonne d’Ercole, lo Stretto di Gibiltera, fondando la colonia di Cadice.

Gli antichi attribuirono ai Fenici la navigazione verso le coste del nord Europa:sembra infatti che per la fabbricazione del bronzo, si servissero dello stagno prelevato nella regione situata a sud-ovest dell’Inghilterra, l’attuale Cornovaglia, mentre nell’area del Baltico trovarono l’ambra. Nella storia della colonizzazione fenicia un ruolo particolare lo rivestì la città di Cartagine, a causa della grande importanza economica da essa raggiunta. Questa colonia venne fondata verso il IX secolo a.C., in seguito a contrasti politici interni alla città di Tiro.

Cartagine crebbe ben presto in potenza, divenendo in breve uno dei più importanti centri del traffico commerciale svolto dai Fenici nel Mediterraneo; estese il proprio dominio in modo sia diretto che indiretto in vaste aree dell’Africa Settentrionale, dove fondò nuove colonie. Inviò propri coloni in Sicilia, Sardegna, Gallia e Spagna, dove essi crearono degli ottimi empori. Costituì quindi un solido impero commerciale nel Mediterraneo Occidentale: i Greci nel V secolo a.C. ed i Romani più tardi, si videro costretti a doversi misurare militarmente con questa potenza che al suo interno era governata da uomini appartenenti al ricco ceto dei commercianti.

Con la loro vita fatta di viaggi e di relazioni commerciali con i popoli più diversi, i Fenici ebbero la necessità di esprimere graficamente il proprio pensiero in un modo più semplice rispetto a quello utilizzato dagli Egiziani e dagli Assiro-Babilonesi. A questa necessità essi sopperirono con l’invenzione dell’alfabeto, avvenuta nel 1250 a.C.: questo era formato da ventidue segni, ciascuno corrispondente ad un suono; combinandoli insieme era possibile scrivere delle parole. In questo modo era era loro consentito di esprimersi e comunicare in maniera molto più rapida di quanto non lo fosse utilizzando i geroglifici egiziani o i caratteri cuneiformi dei popoli mesopotamici.

 

In seguito i Greci vi apportarono alcune modifiche che lo resero ancora più valido, come ad esempio l’introduzione delle vocali e la scrittura da sinistra a destra.I Fenici non furono dotati di un particolare spirito artistico e letterario: di loro non si conoscono opere d’arte di alcun genere. Essi furono famosi per le loro capacità tecniche che si espressero particolarmente nel campo delle costruzioni: architetti fenici contribuirono con la loro esperienza all’erezione del tempio di Gerusalemme.

Nave fenicia

La massima perfezione la raggiunsero però nella tecnica nautica: furono loro ad iniziare la navigazione notturna orientandosi con la stella polare, studiarono il fenomeno delle maree e per primi utilizzarono l’ancora. Le loro convinzioni religiose riflettevano i loro sentimenti piuttosto aridi: politeisti, essi adoravano principalmente il dio Baal, divinità che appariva con aspetto e nome diverso a seconda della città nella quale sorgeva il tempio ad essa dedicato. A questo dio i Fenici non esitavano ad offrire sacrifici cruenti e, a volte, perfino umani.

Nella grande iscrizione di  Karnak si racconta che correva la XX   dinastia quando Il faraone Merenptah parla di minacciosi popoli provenienti  dal mare che poi  Ramses III fronteggiò con le sue armate, esse erano  popolazioni di varia origine come i Lukka, i popolo Denyen, gli Shardana e i Šekeleš noti come  Popoli del Mare, secondo tradizione sconfitti dal faraone, in realtà solo  fermati sul delta del Nilo nella seconda metà dell’undicesimo secolo e tali popolazioni si fusero con quelle locali  d’ Egitto.

Nel frattempo cresceva l’ impero della potente  Assiria che cercava sbocchi sul mare in Libano, ad esso i locali piccoli reami davano tributi e  racconta il sacerdote del tempio di  Amon e ambasciatore Wenamun che si recò a Byblos il cui sovrano Zakar–Baal lo fece attendere a lungo a significare che non riconosceva l’autorità faraonica, dopo un anno l’ ambasciatore fu costretto a fuggire inseguito dalla gente della città e ciò confermerebbe che la regione era ancora dominio di discendenti di quei  Popoli del Mare che qui s’erano resi indipendenti come fenici che poi posero la loro capitale a Tiro.

Ben presto quei  Fenici popolarono  la regione  costiera del Libano, centri ne furono  l’ odierna Beirut e l’ antica Tiro, il grande centro d’ arte antica che fu Sidone,  la fiorente città di Byblos che ha lasciato il suo patrimonio. I commerci di Tiro  che ci ha lasciato il suo sito, sono testimoniati dall’ archeologia nell’ isola di  Cipro ricca di rame nel centro di Palaepaphos presso  Kouklia, cosi’ come  a Creta e più ad ovest in Sardegna ricchissima di metalli, scambiati con oggetti aristici, lussuoso artigianato, preziosi monili e raffinati  gioielli, soprattutto la ricercatissima porpora e da quei giacimenti ne venivano prodotti in  metallo creando un vasto movimento scambio e contatto.

Con il sovrano Hiram I s’intensificarono i traffici con Cipro che ne doveva essere dominato, stando a quanto racconta Menandro di Efeso da antiche fonti, frequentatissimo era il porto di  Kommos nell’ isola di Creta, molti i rapporti con i sovrani  Davide ben Yishay e Salomone del regno d’Israele con il quale si scambiava il legname dei cedri  libanesi e dagli antichi trattati di sovrano si sa ch’egli vi inviò il suo più abile metallurgo omonimo Hiram e una schiera di artigiani per la costruzione del tempio di Salomone  a Gerusalemme poi distrutto dai babilonesi del potente  Nabucodonosor II. “…e su quelle navi Hiram fece imbarcare i suoi marinai,esperti navigatori del mare,che insieme ai servi di Salomone andarono ad Ofir….La flotta giungeva ogni tre anni e portava oro,argento,avorio,scimmie e pavoni.”(1 Re,9-10).

Così dai testi biblici si sa che  re Hiram e il sovrano  Salomone finanziarono una spedizione nella mitica terra di Ofir che doveva essere tra l’ignoto Paese di   Punt africano e le terre d’ Arabia di dove partiva la Via dell’ incenso, alla ricerca d’altri prodotti pregiati da commerciare. Stando allo storico giudeo romano Flavio   Giuseppe il re Ithobaal della potente  Sidone fondò poi colonie in Libia a metà del nono secolo, prese i territori di Alessandretta e porti di Cilicia per accedere alle miniere della Turchia ed altri centri ove rifornirsi di prodotti agricoli, mentre la figlia Jethsabèl fu data in moglie ad Acab re di Samaria convincendolo ad abbracciare la divinità fenicia di Baal.

 

Molti sono i riferimenti  biblici sulla diffusione di questo culto di   Baal, associato poi al padre Dagon e al Ba’al  Zebub dei Filistei  divenuto per l’  Ebraismo il malefico Beelzebub nel secondo dei Libri dei Re e il Diavolo nella successiva tradizione del  Cristianesimo. Dopo l’ era di Hiram il popolo di  Tiro affiancò a  Baal il culto di Melqart  e i cittadini di Sidone quello di Eshmun.

Arte fenicia

Ne divennero i numi tutelari nella loro espansione in gran parte dell’ occidente fondando colonie in  Italia nella preellenica  Sicilia, dall’antica città di Drepanon a Trapani alla potente Panormos a Palermo, dalla regione ragusea fino a Sciacca e l’ isola  che fu chiamata Mozia. Tra l’ XI e il VI secolo venne colonizzata la  Corsica e soprattutto la vicina  Sardegna ricchissima di miniere che divenne la regione fenicia tra le più importanti e vi sorsero floride città che aumentarono e prosperarono anche per il successivo periodo cartaginese  dal VI al III secolo  e nella romana provincia di Sardinia et Corsica.

Colonie fenicie

Dal punico centro poi fiorente città  romana ove sorse Olbia nell’antica Gallura a Nora con il suo vasto  sito, da Macopsisa odierna Macomer nel nuorese a Sulki di Sant’Antioco davanti il suo arcipelago, poco distante la città di Neapolis. Dominante la penisola del Sinis era la potente città di Tharros vicino Cabras poi romana e infine  paleocristiana Diocesis

Tharrensis ne’ pressi si trova Othoca, verso sud il sito di  Bithia a Domus de Maria nel Cagliaritano come quello di Selegas.

Della fenicia  punica città di Karaly rimangono le tombe e la vasta necrocpoli nel sito di Tuvixeddu, divenne poi la  città romana Karales  ove sorse Cagliari. Nei territori  dell’antica Tartessus e in altri popolati dagli Iberi della Spagna  fondarono colonie da Empúries  sulla costa catalana nella regione di  Màlaga, più ad ovest da Gadir ove sorse Cadice ad  Ebusos  nell’isolana  Ibiza.

Sulla costa nordafricana susseguirono insediamenti fenici e poi punici , primo tra tutti la fondazione che il mito attribuisce alla regina Didone, di quella città destinata a divenire Cartagine sorta agli inizi dell’ottavo secolo sul colle di Byrsa di dove ancora diramano i resti di quella che fu la potente Karthago.

In quel territorio di Tunisia sorse Kerkouane e ne resta la  necropoli punica, fu fenicia e poi romana Hippo Diarrhytus nell’odierna Biserta così come Hadrumetum e il centro di  Utica. Nella vicina  Libia ove era il territorio di un antico  insediamento punico sorse la città fiorente di Leptis Magna più ad ovest in Marocco sulla costiera Larache , ove doveva essere mitico giardino delle Esperidi, i coloni Fenici fondarono la città litoranea di Lisso incrociata dai loro navigatori, che fu poi cartaginese e infine la romana  Lixus.

L’intero nord africano è disseminato di colonie fenice e puniche su esse furono fondate molte  città di quella che poi fu la vasta provincia  africana  romana e di qui mossero a cercare e fondare altre  colonie sulla costa atlantica aprendo nuove rotte , diffondevano la loro civiltà punica  dalla  lingua e l’ efficace alfabeto alla vasta  mitologia e la raffinata  arte, ma soprattutto quell’indomito spirito di scoperta che li portò a sfidare l’ignoto.

Advertisements
Annunci

Have any Question or Comment?

Rispondi

Translate:

Iscriviti al blog tramite email

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.

Unisciti a 77 altri iscritti

UserOnline

1 User Browsing This Page.
Users: 1 Guest