Chi è l’uomo che ha inventato l’ora legale


La Commissione Europea ha proposto di cambiarla, per la gioia di molti. Ma chi ha inventato l’ora legale?

È uno di quei cambi che si ama o si odia, ma forse presto potremmo dirgli addio.

È notizia di poche ore fa infatti: l’Unione Europea ha proposto di abolire il cambio tra ora solare e legale, proponendo l’ora legale tutto l’anno. La Commissione ha seguito una richiesta promossa da anni dai Paesi del Nord Europa, che più di altri risentono a livello di umore del cambio. Se però vi state chiedendo da sempre chi è che ha inventato questo passaggio, leggete e troverete contro chi scagliarvi al prossimo giro di lancette.

Fu il famoso politico lungimirante Benjamin Franklin ad avanzare a Parigi una proposta quantomeno originale. Nel saggio “Un progetto economico per diminuire il costo della luce” cercò una soluzione ad un problema che affliggeva sempre più le fabbriche nate dopo la Rivoluzione industriale. Se la società agricola poteva infatti seguire i ritmi della natura, le fabbriche imponevano orari diversi. In alcuni mesi dell’anno, capitava che gli operai dormissero quando si poteva già sfruttare la luce del sole, mentre alla sera ci si trovava ad usare candele e lampade ad olio.

Franklin propose quindi di indurre le persone ad alzarsi prima al mattino, tramite alcune imposizioni, come tasse sulle persiane, ritiro delle candele, proibizione della circolazione notturna, installazione di sveglie rumorose funzionanti con colpi di cannone. Nessuno prese sul serio il suggerimento di Franklin, finché nel 1907 un inglese, William Willett, propose di attuarlo alla Camera dei Comuni, nel 1916, in piena prima guerra mondiale, quando il risparmio energetico era importante. L’esperimento fu avviato nel Regno Unito, ma anche in altri Paesi d’Europa, tra cui l’Italia.

Dopo alcune modifiche confuse a cavallo della Seconda Guerra Mondiale, l’applicazione del cambio dell’ora entrò in vigore con continuità nel 1966 e dal 1996 venne adottato un calendario comune europeo. Tuttavia la sua utilità è sempre più messa in discussione: non solo non porta a risparmi consistenti sulle bollette, ma si ritiene sia causa di problemi di adattamento e umore. Inoltre, le esigenze del mondo produttivo sono molto diverse da quando Franklin scrisse la proposta nel suo saggio, a metà 800. Non resta che attendere la decisione europea, sveglia alla mano e lancette pronte.

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